Le Note di Garrone News

LE NOTE DI GARRONE: Antonello Fiamma si racconta

Emozioni, sensazioni profonde che affiorano tra le note per raccontare una lunga storia di passioni e musica. Questo è il solco “Indelebile” che intende tracciare Antonello Fiamma alla soglia dei trent’anni. Uno spartiacque che segna il suo esordio come cantautore dopo una lunga esperienza come virtuoso fingerstyle…

– Buongiorno Antonello, parliamo innanzitutto della tua carriera. Gli esordi come chitarrista fingerstyle e poi la decisione di diventare cantautore…

Studiavo chitarra in conservatorio già da qualche anno, quando scoprii Tommy Emmanuel, pioniere di questo genere, e ne rimasi folgorato per passare poi all’ascolto di tutti i dischi dei più grandi chitarristi acustici. Iniziai gradualmente ad avvicinarmi a questo genere e a questo modo di suonare eclettico, e man mano a scrivere mie composizioni.

I primi concerti arrivarono quasi subito, in eventi piccoli all’inizio, fino ad arrivare a suonare, con il passare degli anni, in tutti i maggiori festival chitarristici italiani. Dopo dodici anni di militanza in questo mondo, tanti concerti e con due dischi di composizioni originali, decisi che era arrivato il momento di cambiare qualcosa, per trovare un nuovo modo di esprimermi artisticamente. In virtù di questo, determinante è stato il mio incontro con “Dear John Music”, mia attuale etichetta discografica, con cui questo mio desiderio di cambiamento e di ricerca è stato realizzato e continua a realizzarsi ogni giorno.

– Indelebile è il tuo nuovo album. Perché questo titolo e cosa rappresenta per te questo progetto?

Questo titolo deriva dal fatto che, ogni storia presente nel disco, ogni argomento, ogni singolo elemento, rappresenta un parte della mia storia personale, del mio vissuto. Da qui il titolo Indelebile!
Rappresenta e racchiude allo stesso tempo, una moltitudine di aspetti: una novità, artistica, d’espressione, un inizio di qualcosa. È la mia voglia di condividere parti di me per me così importanti, è la determinazione di farsi conoscere attraverso testi e musica.

– Sappiamo che ogni traccia di questo album rappresenta per te un momento importante, vuoi farci un breve excursus? Raccontaci il significato di ogni singolo brano…!?

Ogni canzone di questo disco ha una storia a sé. Tutte hanno un minimo comune denominatore: ogni parola, ogni melodia raccontano una parte di me, e delle mie esperienze.

Ne “La mia limousine” c’è l’io bambino, spensierato, che ha voglia di scappare a bordo di una vettura immaginaria in cui ogni sogno diventa realtà, mentre, ad esempio, in “Non hai risposto mai” a raccontarsi troviamo una parte più adulta di me, più matura e consapevole, che si ritrova a guardarsi allo specchio veramente, senza scappare dalle difficoltà.

Fragilità e tormenti interiori fanno da padroni in altri brani come “Fragili”, “Indelebile” o “Cosa Siamo”. La positività e la speranza si esprimono invece in brani quali “A volte è un attimo” e “Fino in Fondo”. Una menzione speciale non poteva non averla la mia terra d’origine e tutti i miei ricordi ad essa legati, cosa che avviene con “Come se”.

– Lungo il tuo percorso artistico avrai certamente ricevuto elogi, ma anche critiche. Vuoi dirci qual è l’elogio più bello che hai ricevuto? E quale critica ti ha invece ferito?

È meraviglioso quando leggi parole stupende e sentite da persone che non conosci che hanno ascoltato una tua canzone, e si aprono a te, anche non conoscendoti, dicendo il loro punto di vista e raccontandoti cosa un brano ha scaturito e suscitato, quali emozioni e/o esperienze sono tornate nella mente e nel cuore. A volte addirittura ti ringraziano. Quando questo succede è sempre molto gratificante, sento che con la mia musica sono riuscito a lanciare un messaggio, che è forse l’intento più grande di un cantautore.

Trovo ci sia tanta nobiltà in questo.

Difficilmente una critica mi ferisce. Le critiche sono una parte molto importante del lavoro che facciamo e fanno parte di questo mondo, così come altri aspetti. Ho imparato nel tempo a distinguerle per la loro natura, soffermandomi comunque sempre, pesando ogni parola, perché sono un valido punto di riflessione. Diciamo che tendo a veder sempre il punto costruttivo in ogni critica.

– Considerando l’attuale panorama musicale – anche dopo Sanremo che non ha saputo esprimere chissà quale innovativo talento tra le giovani promesse, come pensi possa collocarsi la tua musica?

La mia musica si colloca nel filone cantautorale che, fortunatamente, in Italia c’è sempre stato, e ci sarà sempre.  La mia matrice è il pop, perché è uno dei  mondi musicali che più di tutti ti permette di arrivare a quanta più gente possibile, obbiettivo che ho da quando ho iniziato a scrivere. Ma anche in questo sono alla continua ricerca di una fortificazione della mia identità musicale che possa contraddistinguere il mio essere cantautore.

– Anche in virtù di quanto ci hai detto, quali progetti futuri dobbiamo aspettarci da Antonello Fiamma? Stai già lavorando su qualche nuova canzone?

Assolutamente, si scrive in continuazione, alla ricerca di un’evoluzione che deve esserci sempre tra un brano e l’altro, senza mai perdere la propria identità artistica.

Allo stato attuale delle cose sto lavorando alle preproduzioni delle nuove canzoni, e sicuramente nel 2021 “Indelebile” non sarà l’ultima uscita discografica che condividerò con il mondo esterno! Aspettate e vedrete!!!