Le Note di Garrone

PIRAMIDE a viso aperto: le origini e lo stile di un giovane cantautore

Per LE NOTE DI GARRONE la nostra rubrica dedicata alle migliori uscite e artisti emergenti del momento, abbiamo avuto il piacere di incontrare PIRAMIDE – nome d’arte di Paolo Previte – giovane talentuoso (sostenuto mediaticamente da SONYCA) in uscita con il suo progetto musicale SAINTE-CHAPELLE, presentato recentemente con un release party al PENTATONIC di Roma.

Caratteristiche di PIRAMIDE sono un approccio innovativo e fresco nei confronti della composizione, ed un linguaggio schietto e diretto. La capacità di calarsi con estrema lucidità nel suo mondo, e nella realtà giovanile del nuovo decennio raccontata con verve ed efficacia. Con un stile molto personale ed originale.

Sentiamo cosa ci ha raccontato:

– Benvenuto, Paolo. Puoi raccontarci qualcosa di te? Come nasce PIRAMIDE?

PIRAMIDE nasce quando nasco io, soltanto che lo scopro all’incirca un anno fa, quando per la prima volta ho avuto il coraggio di entrare in uno studio di registrazione che non fosse casa mia. Io e PIRAMIDE siamo andati molto d’accordo, perché lui mi ha dato la possibilità di esprimermi come meglio sapevo fare. Ho provato ad essere bravo in tante cose, riuscendoci sì e no, trovando sempre degli ostacoli a quello che facevo. Con la musica è stato tutto diverso. Ha riempito tanti di quei pomeriggi, si è presa gran parte del mio tempo e dei miei soldi, però mi ha suggerito di farmi vedere ed è così che mi sono sentito apprezzato veramente dalla gente, con complimenti che vanno oltre le solite parole di buona educazione.

– Chi è Paolo Previte, e chi è PIRAMIDE?

Paolo Previte è uno studente di giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma, che ama il diritto e l’impresa e che crede che non ci sia un fine alla conoscenza dell’uomo. Sto cercando per me stesso di migliorarmi, fare quante quante più cose possibili nella mia vita. Sono fiero di essere un quasi laureato, fiero di avere il tempo per dedicarmi alla musica, alle lezioni di canto, ai viaggi e alla mia relazione sentimentale. PIRAMIDE invece è il progetto che è entrato dentro di me, quello che ha dato concretezza a un qualcosa che era completamente astratto. Ognuno ha delle proprie idee, ognuno vorrebbe gridare al mondo qualcosa e io lo sto facendo, tramite PIRAMIDE, che per l’appunto è il mio microfono verso il mondo e più spingo, più lentamente mi finisce la voce.

– Ascoltandoti, la tua musica sembra attingere dalla tradizione del passato… come un filo conduttore con il cantautorato storico italiano, però con piglio completamente rinnovato: vuoi parlarci di questa evoluzione e del tuo stile così particolare?

Io non parto mai dall’idea standard, cioè, pur avendo tante influenze, essere catalogato, ai fini personali, non mi interessa. Io faccio la mia musica, propugno un mio genere che è “l’impossibilità di essere un genere”. Nelle mie canzoni ci sono generi musicali diversi, più o meno adattabili al commerciale. Amo le sonorità del passato, ma sono un grande amante del moderno. Semplicemente, sento un suono, mi piace, lo propongo in una canzone. Sinceramente non mi interessa trovare somiglianze con altri cantanti, perché non mi giudico sulle canzoni, mi giudico sull’attitudine e sulla voglia che ho. In quella, beh, siamo in tanti e sono davvero felice che la musica italiana sia così piena di generi musicali. 

– Il tuo genere vuol essere un modo di ripercorrere la Storia, citandola… oppure è qualcosa di totalmente nuovo ed originale?

Ad essere sincero non ho mai pensato alla Storia per le mie canzoni, penso molto più al fatto che quello che noi viviamo costantemente nella nostra vita, si traduca nell’aria che respiriamo. È importante apprezzare quello che si ha, quello che si fa, la via che conduce a casa tua, il bar sotto il tuo posto di lavoro, l’autobus che ritarda e la stanchezza soddisfatta a fine giornata. Di cosa sto parlando? Del fatto che, nelle mie canzoni, non uso mai paroloni per parlare di concetti metafisici più mainstream che altro, ma uso le parole che parlano di NORMALITÀ. Poi, nulla in contrario a che questo si traduca in Storia, anzi, probabilmente, nella mia vita io sono più abitudinario che altro. 

– Storie di ordinaria quotidianità di un ragazzo: l’università, i sentimenti non sempre ricambiati, le uscite la sera, la voglia di divertirsi contrapposta al dovere dello studio. Quanto è difficile crescere e diventare un uomo oggi?

Alla condizione di uomo si arriva col tempo. Tutti lo si diventa. Ogni età esiste per essere vissuta e per passare, e ad ogni età corrisponde un tipo di vita diverso. Penso che le cose che hai citato fanno parte del cammino, e belle o brutte che siano, sono quelle a formarti e a darti la giusta esperienza. Chiaro che la vita esige un certo “pedalare” e su questo, purtroppo, non ci possiamo far niente. Anzi, all’inizio sembra dura se guardi la montagna da scalare, ma più la scali e più ti accorgi che stai diventato bravo. Io nella vita do sempre il massimo corrispondente al mio interesse per gli obbiettivi che ho. Molto spesso guardo con grande invidia altre persone più brave di me, ma è la vita! Ho una falla in questo, ma sono più bravo in quest’altro. Quello che spero per tutti è di trovare una dimensione.  

– L’ultima domanda riguarda i tuoi progetti futuri, cosa bolle in pentola nel breve e lungo termine? 

Godermi i brani appena usciti. Ho sempre sognato di trovarmi su Spotify e di essere ascoltato dalla gente. Per ora il dispendio di tempo, soldi ed energie è stato sufficiente per concedermi una pausa riflessiva. Certo non mancherò ad alcun appuntamento, cercherò di suonare live il più possibile, andare a concerti, divertirmi e promuovere la mia musica. Ora penso a questo, penso anche a Paolo. Ma di novità, beh, ce ne saranno eccome, non so che faccia avranno, ma la vita è appena iniziata!

M. Garrone | Foto di Copertina: Bruno Pek Pecchioli