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RECENSIONI: Mèsa, Touché

Touchè è il primo disco di Mèsa, giovane cantautrice della scuderia Bomba Dischi, che ha forgiato il suo esordio tra un’intelligenza sopraffina nella scrittura e degli arrangiamenti, che seppur non troppo incisivi e riconoscibili lasciano un segno per ora interessante e personale.
Un disco come questo è sicuramente una ricapitolazione, un’anatomia complessiva dei sentimenti di un’artista.
L’album di Mèsa è una raccolta di istantanee, momenti, sensazioni e ricerca di un sound che è ancora acerbo, ma ha anche spunti di grande effetto, come si può ascoltare chiaramente in brani come Oceanoletto, in un arpeggio incalzante e lungo che struttura una serie di sensazioni difficili da spiegare.
In un momento storico in cui l’arte è alla ricerca di scatti fugaci, GIF che riescano ad annacquare i tempi e i modi, complessi e affascinanti, del mondo e delle sue abitudini, Mèsa crea un disco impopolare con brani lunghi, con intermezzi, intro e testi che girano su concetti che si intrecciano come veri gomitoli di semantica.

Se avete presente la foto soprannominata popolarmente Blue Marble rilasciata dalla NASA nel 1972, che sostanzialmente ci fa vedere per la prima volta il nostro pianeta da fuori, Mèsa vuole donarci quella percezione di essere scoperta dall’esterno con interezza, dandoci un punto di vista solido che ci fa ascoltare e amare le canzoni.
La pecca è nel leggero senso di discontinuità, presente tra i vari pezzi, che tante volte rischia di farci perdere un po’ le coordinate sonore dell’artista, pericolo  particolarmente acceso per ascoltatori poco attenti.

L’impresa e la sfida che Mèsa si trova ad affrontare è enorme, quasi titanica, ovvero quella di mettere integralmente se stessa all’interno di un’opera, di un album.
Si sente pienamente la genuinità, la chiarezza e la voglia di essere diretta. Tutto questo viene fatto con una grammatica musicale poco comune nell’ambiente della musica indipendente italiana.

Fred Hoyle disse prima di avere l’istantanea NASA: “Once a photograph of the Earth, taken from the outside, is available… a new idea as powerful as any in history will be let loose”. In fin dei conti, un’opera prima è come una fotografia segnante virgola perché ti cambia e rivoluziona la percezione di tutto ciò che c’è intorno.
Mèsa, e non solo… è un personaggio che rappresenta ancora più chiaramente una rinascita totale e fondamentale della musica cantautoriale italiana al femminile.

Touché è un’operazione elegante e di stile: una volta finito l’ascolto sento svanire il mio senso di pesantezza, Touchè è una parola delicata come un fischio, un suono, un arpeggio.
Il disco è una miniera aperta e noi dobbiamo improvvisarci minatori per scoprire attraverso le sue frasi e note la lucentezza di questa nuova gemma: Mèsa.
E se forse non abbiamo avuto tempo e voglia di scavare in profondità e ci siamo fermati a delle semplici istantanee, alle GIF, ai trenta secondi di preview su Spotify, armiamoci di coraggio e come i sette nani “andiam, andiam, andiamo a lavorar”!.

Gianluigi Marsibilio